Mille modi per dire pediculosi

Se per i pidocchi il nome scientifico è Pediculus humanus capitis, non possiamo davvero sorprenderci - vista la loro “democratica” presenza in ogni parte d’Italia - che questi fastidiosi insetti siano conosciuti anche con mille termini dialettali o che siano protagonisti di modi di dire e proverbi.

In Piemonte, ad esempio, il pidocchio è chiamato pieùcc’(o piòcc’) dal latino pediculus che è alla base del suo nome scientifico, ma un tempo è stato chiamato anche spagneul a causa, forse, di un lungo periodo di guerre tra Francia e Spagna. Nella vicina Lombardia, invece, i pioeugg sono strettamente legati anche alla taccagneria tanto che il piuggiatt indica non solo una persona pidocchiosa, ma anche una molto avara.
Scendendo a sud, in Campania troviamo il proverbio “ 'o perucchio è caduto dint' a' farina”, ad indicare quelle persone che si sono arricchite in seguito a una calamità a o una guerra e ora si danno arie da gran signori proprio come un pidocchio che, caduto nella farina, è diventato candido ma solo esteriormente.

E anche se molte varianti dialettali ancora presenti e utilizzate nel nostro paese derivano tutte dal nome scientifico pediculus e dalla sua italianizzazione (peocio in Veneto, pdòc in Emilia Romagna, pidùcchie in Abruzzo o piducchi in Calabria), accanto a loro troviamo quasi sempre delle varianti più singolari.
Così in Friuli Venezia-Giulia il pidocchio veniva talvolta chiamato anche laiso, mentre a Livorno bubbo, da cui deriva la curiosa parola “bubbocine” che indicava quei cinema di periferia un po’ sporchi e scalcagnati in cui prendere i pidocchi era piuttosto facile.