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Uomini e pidocchi: brutti scherzi dell’evoluzione

evoluzione

Da circa sei milioni di anni i pidocchi sono nostri compagni viaggio e testimoni della nostra evoluzione nei passaggi tra le varie ere geologiche. Curiosamente, proprio l’evoluzione di questi fastidiosi parassiti rappresenta una fonte di informazioni preziose per gli scienziati che studiano i nostri antenati. Con la separazione della nostra linea evolutiva da quella degli scimpanzè, infatti, anche i pidocchi che infestavano le due specie hanno subito una prima importante differenziazione a livello di DNA.

Secondo i ricercatori, la nascita dei pidocchi del pube risale a un periodo compreso fra i tre e i quattro milioni di anni fa e sarebbe la testimonianza concreta del fatto che il corpo umano avesse già perso buona parte dei peli confinando il pediculus humanus capitis esclusivamente sulla testa. Per adattarsi a vivere in due zone diverse del nostro corpo (il pube e i capelli) i pidocchi sono stati a loro volta costretti a evolversi, mantenendo la caratteristica comune di vivere succhiando il sangue dai propri ospiti, ma sviluppando nelle piattole zampe con uncini adatte ad aggrapparsi ai peli più spessi.

Il pidocchio del corpo è un’evoluzione di quello dei capelli e ha sfruttato l’invenzione degli abiti avvenuta quasi 180.000 anni fa per riconquistare zone del nostro corpo che aveva dovuto abbandonare con la scomparsa dei peli. Questa sottospecie di parassita, infatti, può vivere nascosta nei vestiti, dove deposita le proprie lendini ancorandole alle fibre della stoffa, tornando sul corpo solo per nutrirsi.