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La democrazia dei pidocchi: colpito anche l'asilo più bello del mondo

asilo bimbi
L'asilo "Diana" di Reggio Emilia all'inizio degli anni '90 salì agli onori delle cronache per essere uno degli asili più avanzati del mondo. Nonostante questo i pidocchi non lo hanno risparmiato. Sporcizia? Neanche per idea, anzi l'esatto contrario: i parassiti amano i capelli puliti dei bambini. 

Si può essere anche l'asilo più famoso e bello del mondo, quello che il Newsweek ha raccontato dalle sue celebri colonne, ma ciò non basta a far desistere il pidocchio, da sempre poco incline alla lettura di periodici internazionali. Il riferimento è all'asilo “Diana” di Reggio Emilia, il più bello del mondo secondo il giornale americano che in un reportage del 1991 lo insignì dell'oscar mondiale per le scuole del settore. I cronisti a stelle e strisce erano rimasti sorpresi da un modo tutto particolare di educare i bambini coinvolgendoli attivamente in operazioni quali la preparazione del pranzo o altre simili. Insomma l'apprendimento nella struttura reggiana sembra essere un processo di autocostruzione. Ma cosa c'entrano in tutto ciò i pidocchi? In realtà quando si parla di loro, non si può non parlare di scuole. Tutte. Quasi pervasi da fortissimo spirito democratico i pidocchi non fanno distinzioni di sorta e infettano bambini di ogni scuola e qualche tempo fa è toccato anche all'asilo Diana, il più bello del mondo, fare i conti con un'infestazione da pidocchi.

Appena le scuole riaprono si ricomincia a parlare di pidocchi, perché è qui che i piccoli parassiti attaccano! Da un’indagine condotta su un campione di pediatri è emerso infatti che il problema è più diffuso all’asilo, per poi ridimensionarsi alle suole elementari e medie. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto testa-testa e ciò spiega per quale ragione ne siano colpiti soprattutto i bambini: a scuola come anche nelle altre comunità è infatti più semplice venire a stretto contatto durante i giochi, o scambiarsi indumenti o oggetti come pettini o spazzole che possono facilitarne la trasmissione da un bambino all’altro. Le aziende sanitarie locali e le scuole stesse sostengono che riconoscere i pidocchi è il primo passo per debellarli tempestivamente; una volta individuati, bisogna procedere immediatamente con il trattamento specifico. Già dopo la prima volta che il bambino usa il prodotto, può tornare a scuola senza il timore di passare i pidocchi. Il compito dei genitori è quindi molto importante in questa fase: la presenza dei pidocchi sulla testa del proprio bambino deve essere segnalata immediatamente alla scuola, dichiarandone anche l’avvenuto trattamento. In questo modo la scuola può informare gli altri genitori affinché possano controllare le teste dei propri figli ed evitare spiacevoli conseguenze. 

Un consiglio che i pediatri danno ai genitori è di esaminare attentamente e in un ambiente ben illuminato la testa dei propri bambini almeno una volta a settimana: le lendini si riconoscono facilmente perché sono dei puntini bianchi o marrone chiaro che – a differenza della forfora – restano saldamente attaccati ai capelli.